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Sezione Locale della Società Psicoanalitica Italiana

 

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L’altrove delle Muse: il linguaggio

20 Maggio 2023

del Centro Veneto di Psicoanalisi

PROGRAMMA:

Saluti del Segretario scientifico Maria Ceolin

Davide Susanetti: Ascoltare, raccontare, ritornare a casa. Ulisse e le Muse.

Franca Munari: Il luogo della Musa. Impossessamento possessione nei processi creativi.

Discussione

 

INTERVENGONO:

Davide Susanetti: Docente di letteratura greca. Università di Padova

Franca Munari: Membro Ordinario con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana

“Sappiamo […], sappiamo,” ripetono le Muse con studiata insistenza. … “Sappiamo dire  (légein) menzogne […] sappiamo cantare (gerúsasthai) cose vere.”… se ne dovrebbe trarre una conclusione sorprendente: il lógos, il discorso, apparterrebbe al regime della menzogna … [mentre] la verità  abiterebbe solo il canto, solo ciò che risuona ed è proferito in un registro affatto diverso dal semplice dire. (Susanetti  2019, 29)

Le muse vedono e dunque sanno perché hanno il dono di paréinai, di “essere presenti”, di essere là, sempre, dove ogni cosa è. (ibid.26) Il loro tempo è l’aión, eterno, immoto e inesauribile; ma è anche chrónos perché esse cantano di passato presente e futuro, di sequenze temporali quindi che ordinano; e il loro tempo è anche epoké, il tempo della sospensione, necessario alla elaborazione, a “quella” elaborazione di un accaduto che ordinano e nell’ordinarlo lo adornano: lo dotano di significato e di bellezza. (ibid.20)

Abitano gli spazi aperti, i luoghi appartati e solitari, i sentieri impervi, le altezze o distese deserte. Aabitano altrove rispetto ai mortali. O, forse meglio, abitano l’altrove perché altro è l’orizzonte che attraverso di loro si raggiunge, altra è l’esperienza e la coscienza a cui si chiamano gli uomini.

Simili, confuse con le ninfe e con le fanciulle esse rappresentano il principio femminile, un principio femminile che ora rifugge lontano dai mortali, ora si impossessa di loro invadendone la mente; un principio femminile che ora fluisce inafferrabile, ora invece si coagula in forme e in corpi. Forme della natura, forme dell’emozione, forme della parola e del pensiero.  (ibid.15)

Le origini e le storie di queste divine signore della parola, dispensatrici, ma anche sottrattrici, di pensieri, figlie della Memoria, della sua persistenza quindi e delle sue capricciose cancellazioni, ci aiuteranno a riflettere sui processi di simbolizzazione e sui processi creativi. Tutti possiamo volgerci a loro per chiedere ispirazione o per chiedere loro di cantare in nostra vece. La nostra voce fungerà loro da tramite.

Susanetti D. (2019) Luce delle Muse. Giunti Editore S.p.a./Bompiani, Firenze, Milano.

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