Sezione Locale della Società Psicoanalitica Italiana

“Un tempo per il dolore. Eros dolore e colpa” di Tonia Cancrini

Recensione di Ilaria Binotto 

Autore: Tonia Cancrini

Titolo: Un tempo per il dolore. Eros, dolore e colpa

Editore: Bollati Boringhieri

Collana: Programma di Psicologia Psichiatria e Psicoterapia

Anno pubblicazione: 2002

Numero pagine: 184

 

 

Quarta di copertina:

 

La concezione “normale” della vita è la realizzazione, gioia, soddisfacimento, in una dimensione che riguarda sì il trovarsi bene nel mondo e il benessere fisico, ma anche e soprattutto l’interiorità dell’essere umano. E anche per Freud gli uomini non desiderano altro che essere e rimanere felici. Ma il dolore è spesso esistente nella nostra esistenza e, paradossalmente, tanto più nel momento in cui tendiamo alla realizzazione della nostra vita emotiva. Aprirsi alla ricchezza delle emozioni significa anche riuscire e vivere il dolore. Altrimenti ci ritroviamo nel deserto della noia, che è una sorta di vuoto interno, un’incapacità di provare sentimenti. L’autrice esplora i temi del dolore, della perdita e del senso di colpa a partire dall’età infantile, con frequenti richiami autobiografici, di cui fanno parte anche gli originali riferimenti culturali che si intrecciano con la sua esperienza clinica e con le suggestioni dei grandi maestri della psicoanalisi.

 

 

Biografia dell’autore:

 

Tonia Cancrini, psicoanalista, è membro ordinario con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana. Ha insegnato Ermeneutica filosofica alla II Università degli studi di Roma. Vive e lavora a Roma.

 

 

Recensione:

 

Perché ho scelto di recensire “Un tempo per il dolore”? Per un fatto personale che me lo ha fatto scoprire per caso. Un mattino a Venezia, mi son trovata in campo S. Maria Formosa. E’ il mio campo preferito, anche perché dalla chiesa esce spesso la musica che mi piace. Quella mattina c’erano nel campo di quei banchetti che vendono di tutto, molte paccotaglie, come anche perle antiche di vetro di Murano, e sì, libri. Aspettavo un piacevole incontro e visto il mio anticipo ingannavo l’attesa sfogliando le pile di libri. Ed ecco che trovo questa “perla” di libro.

Mi son permessa questa introduzione personale perché credo sia proprio il testo che “invoglia” a procedere in questo modo. Nel libro vediamo subito quanto sia essenziale l’analista come “persona”, che non è, e non può essere specchio neutrale, superficie riflettente, ma ha una sua tridimensionalità, spessore, una sua intimità, come il suo essere psicoanalista sia anche impastato di questo suo “essere umano” e persona.

“È un testo che “aiuta ad avere consapevolezza, aiuta a tollerare la sofferenza, nutre la speranza e in una parola, aiuta a vivere: non credo che un libro possa avere funzione più alta”. Così scrive A. Ferro nella sua bella prefazione. Basterebbe questo per far venir voglia di leggerlo.

Già due volte mi accorgo di aver usato termini (invoglia-voglia) che fanno come da motore pulsionale alla lettura, qualcosa che spinge verso, che porta a prendersi, occasione d’emprise, il piacere di questa lettura. Finché scrivo percepisco che in sottofondo il mio pensiero serpeggia tra le pulsioni, è infatti in questo terreno che Tonia Cancrini accompagna. Non solo le pulsioni di vita, ma anche quelle legate alla distruttività, alla distruttività umana, basta guardarsi attorno per aver dimostrazione della loro esistenza, in termini transgenerazioneli e specie-specifici. L’autrice fa intuire che “non disponiamo ancora di un sufficiente apparato mentale per elaborare il dolore, i traumi, i lutti, le perdite, e tutto ciò che rimane in esubero rispetto alle quote che possiamo trasformare e vivere come emozioni e pensiero inevitabilmente viene evacuato in agiti distruttivi: sarà il tempo a dirci se, come specie, prenderemo sempre più la via dell’evacuazione, o se sapremo sviluppare degli apparati per elaborare dolore e esperienze traumatiche senza che ci siano quantità in eccessivo esubero, cioè se la via di una progressiva capacità di mentalizzazione della specie ci farà essere protagonisti di nuove civiltà” (pg17).

 

Ilaria Binotto, Padova e Treviso

Centro Veneto di Psicoanalisi

ilariabinotto@gmail.com

 

 

 

 

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