Sezione Locale della Società Psicoanalitica Italiana

“Incesto e Incestuale”
di Paul Claude Racamier

Presentato da Valentina Marchesin

Autore: Paul-Claude Racamier

Titolo: “Incesto e incestuale

Editore: Franco Angeli

Traduzione: Caterina Santini

Collana: Psicoanalisi contemporanea: sviluppi e prospettive

Anno pubblicazione: 2003

Numero pagine: 173

Quarta di copertina:

Al termine di un lungo percorso di ricerca, P.C. Racamier ci guida nell’esplorazione di una dimensione clinica antica come il mondo e tuttavia attuale: quella dell’incesto.

Rovescio dell’Edipo, infausto derivato della seduzione narcisistica e dell’antedipo, cerniera tra psicosi e perversione, e segreto di numerose patologie inquietanti e mal comprese, l’incestuale completa i passi originali dell’autore nell’ambito della clinica e della teoria psicoanalitica dell’individuo e della famiglia.

Attraverso uno stile vivace e minuzioso, costellato di immagini e talvolta colorato di umorismo e poesia, l’autore dello Psicoanalista senza divano, degli Schizofrenici, del Genio delle origini, d’Antedipo e suoi destini, e del Corteo concettuale, ci fa condividere la scoperta di orizzonti inediti.

Tra la follia dell’incesto e il fascino della tenerezza, oltre la descrizione degli aspri paesaggi dell’incestuale, ci offre un elogio delle bellezze della vita della psiche.

 

Biografia dell’autore:

P.C. Racamier (1924-1996), psicoanalista prima ancora di essere psichiatra, membro titolare dell’Istituto di Psicoanalisi di Parigi (che ha diretto dal 1973 al 1980), fondatore con D. Anzieau e S. Decobert del Collège de Psychanalyse Groupale et Familiale, ha creato – e guidato fino alla sua morte – l’Hopital de jour “La Velotte”, specializzato nella cura di giovani pazienti psicotici. Negli anni ha edificato un corpus teorico e clinico di grande coerenza e, ancora oggi, di assoluta modernità. Incesto e incestuale, sua ultima opera, ne è significativa testimonianza.

 

Recensione:

P.C. Racamier si poneva due interrogativi: “L’incesto è solo l’azione, è nient’altro che l’atto genitalmente compiuto? Non ci saranno degli equivalenti? Non farà parte di un insieme, una sorta di corteo, di clima? Rispondendo a queste domande arriviamo a conoscere una regione della psiche poco conosciuta, ma essenziale. Questo registro lo qualificheremo con un neologismo: quello di incestuale. Sarà così incestuale ciò che nella vita psichica individuale e familiare porta in sé l’impronta dell’incesto non fantasmato, anche se non fisicamente compiuto. Lo si capisce davvero bene: la dimensione incestuale è assai più vasta e complessa di quella incestuosa” (pg. 11).

P.C. Racamier tornerà più volte, in questo Incesto e incestuale, su tre punti di rilevanza clinica.

  1. Il primo fa riferimento al clima, all’aura, allo stile incestuale che sottendono le relazioni in coppie, in famiglie, gruppi e istituzioni e nella stessa dinamica di transfert/controtransfert, in alcune cure individuali ove soffia aria di collusione perversa.
  1. Il secondo dà grande spazio al segreto, ai non-detti, al non pensato. I segreti libidinali concernono l’erotismo, la sessualità parentale, la scena primaria: segreti organizzatori delle barriere generazionali e delle differenze sessuali, segreti come spazi psichici ove prendono vita e materia i fantasmi. Segreti libidinali e creativi, perché in cerca di verità e libertà.

Di ben altro stampo sono i segreti incestuali: segreti chiusi, impermeabili al pensiero, che traversano le generazioni come corpi estranei, bombe ad alto potenziale che spesso esplodono in colui – figurante predestinato – che a sua insaputa è il veicolo di un trasporto psichico, il bersaglio di un lutto espulso. Segreti sottratti a ogni possibilità di elaborazione psichica, cristallizzati, criptati (N. Abraham, M. Toròk), segreti il cui compito e destino è di interdire la parola e il discorso, l’apertura alla verità sulle trasgressioni incestuali. Al tabù dell’incesto l’incestuale sostituisce il tabù della verità sull’incesto.

Nel corso di molti processi terapeutici ci troviamo tanto di frequente confrontati con questi problemi che vien da chiedersi se la prospettiva incestuale non costituisca una chiave di volta, asse portante dell’azione di cura: mettere insieme frammenti di storia e di legami disseminati di non-detti, di lutti non fatti, di vuoti rappresentazionali.

  1. Il terzo punto tratta dell’incestuale nel suo registro violento, strettamente connesso ai due punti precedenti: li collega, li amplia e li precisa strada facendo. P.C. Racamier ci conduce con passo sicuro e preciso in quel campo vasto, drammatico, a lungo tenuto a grande distanza dalla psicoanalisi, che va oggi sotto il titolo di maltrattamenti, abusi, violenza (coniugali, familiari, gruppali, istituzionali, sociali…).

R.C. Racamier ad un anno dalla pubblicazione in versione originale de Lincest et lincestuel, scriveva: “Ho una certezza: questo registro dell’incestuale è formidabilmente esteso; supera largamente la superficie del prato da cui ero partito per raggiungere la sua scoperta. Ci sono ancora vasti orizzonti per l’incestuale. Non abbiamo finito di misurarne le incidenze cliniche e psicopatologiche, la diversità, la difficoltà financo nel registro sociale… La mia certezza è che l’incestuale è un registro che ci da la chiave, una chiave inedita di comprensione di patologie ancora oscure, spesso mal comprese o misconosciute, diverse, comunque: individuali, familiari, sociali, psicotiche, talvolta assassine sia per le persone che per le anime, termine da Freud volentieri utilizzato. Lincertezza che ho, invece, attiene alle risorse terapeutiche. Le aperture non sono così evidenti, ma non credo ci si debba lasciar andare al pessimismo. La prima lezione è di incitarci a una certa qual modestia, e non è cosa da poco dare forza alla modestia terapeutica!” (Groupal, 3) (pg. 13).

Abraham N., Torok M.,: “La scorza e il nocciolo”, Borla, Roma, 1993.

 

Valentina Marchesin, Conegliano (TV)

Centro Veneto di Psicoanalisi

marchesinvalentina@gmail.com

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