Sezione Locale della Società Psicoanalitica Italiana
Ricorrenze di umanità
Cari Tutti,
Ricorrenze di Umanità, per il Giorno della Memoria 2026, propone una riflessione sui diritti dei bambini. Tali diritti – una delle espressioni di Eros- in tempi di persecuzione e di guerra sono sempre brutalmente calpestati. Anche oggi.
Il diritto fondamentale, quello ad essere amati, si articola in più direzioni: il diritto ad avere una famiglia, ad essere protetti, ad essere quello che si è (una persona in sé e per sé), ad essere ascoltati: in poche parole ad essere rispettati. Questi sono alcuni dei diritti che Janusz Korczak (1878 – 1942) e Anna Freud (1895-1982), entrambi perseguitati con esiti diversi dai nazisti, hanno messo in luce e hanno sostenuto con il loro pensiero e con le loro azioni.
Janusz Korczak e Anna Freud: “le fil rouge”
Nonostante Bruno Bettelheim lo considerasse “uno dei più grandi educatori di tutti i tempi” (2023,7), in Italia il pediatra e pedagogista polacco – docente universitario, scrittore di libri e novelle per bambini, romanziere, drammaturgo, conduttore di trasmissioni radiofoniche – Janusz Korczak non è noto ai più. Per questo vi diamo qualche anticipazione e, in coda, qualche suggerimento bibliografico e filmico.
Dotato di notevoli capacità osservative/descrittive e di un grande amore per la conoscenza della specificità dell’infanzia, fu un educatore innovativo e creativo, autore di testi pedagogici a dir poco rivoluzionari e tutt’ora attuali. Val la pena di conoscere le sue opere per i contenuti; per lo stile letterario assai originale in cui trovano posto lo humor, l’ironia, la provocazione; per i collegamenti che esse permettono di fare con il pensiero psicoanalitico relativamente al trauma e allo sviluppo somato-psichico di bambini senza famiglia.
Dal 1912 fino al 1942 – anno della sua deportazione e morte a Treblinka insieme ai suoi 200 orfani (a Treblinka vennero assassinate nel settembre dello stesso anno anche tre zie di Anna Freud: Rosa, Mitzi e Pauli) – Korczak fu direttore dell’orfanatrofio Casa degli orfani per bambini ebrei di Varsavia, casa che all’inizio ospitava un centinaio di minori dai 7 ai 14 anni. Essa venne pedagogicamente organizzata in base all’osservazione e all’ascolto del bambino, qualità che egli aveva affinato nel tempo come pediatra ospedaliero e come educatore nelle colonie di vacanze per bambini poveri. La vita in casa e della casa si basava sul rispetto e ascolto di ciascun bambino, sulla comprensione della sua individualità, necessità, capacità, vulnerabilità: “Non esistono i bambini, esistono gli individui” (1929a, 167).
Richiamato al fronte come medico militare, tra il 1914 e il 1918 scrisse buona parte dei saggi della tetralogia Come amare il bambino, pubblicata nel 1920 e riedita nel 1929. In questo testo, spietatamente ‘chirurgico’ quanto all’analisi delle dinamiche di potere che intercorrono tra adulti e bambini, Korczak se ne esce – in una paginetta – con la richiesta di una “Magna Charta Libertatis dei diritti del bambino”, enunciandone molto seccamente i fondamentali: 1. il diritto del bambino alla morte (diritto che fa sussultare il lettore e su cui l’Autore ritornerà successivamente); 2. il diritto del bambino alla sua vita presente; 3. il diritto del bambino ad essere quello che è. Unitamente a questi, quello (primo e incontestabile) a “esprimere ciò che pensa e a prendere attivamente parte alle considerazioni e alle sentenze che esprimiamo a suo riguardo” (ivi, 56). Questi diritti verranno articolati nel prosieguo del testo e ne Il diritto del bambino al rispetto (1929), libriccino scritto dopo la Dichiarazione di Ginevra dei Diritti del fanciullo del 1924 e apertamente criticata dall’Autore perché promulgava il diritto alla protezione ma non quello civico al rispetto, elemento invece ampiamente ripreso nella vigente Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989).
Quale “fil rouge” tra Korczak e Anna Freud, pioniera della psicoanalisi infantile e acutissima osservatrice dei bambini anche al di fuori della stanza d’analisi?
Si è accennato al fatto che Korczak e Anna Freud sostennero con pensiero e azioni i diritti dei bambini. Anna Freud durante la Seconda guerra mondiale aprì la Hampstead War Nursery, istituzione che ospitò fino a 120 bambini la cui vita familiare era “stata spezzata permanentemente o temporaneamente a causa delle condizioni di guerra” (1943, 283). Le osservazioni sugli effetti della vita in istituto la portarono a scrivere, con D. Burlingham, Bambini senza famiglia: tesi pro e contro gli asili residenziali (1943), in assoluto il primo di una lunga serie di studi “sui bambini piccoli che han passato l’intera infanzia senza cure familiari” (ivi, 285).
Pensiero e azione. Osservazione, ascolto, riflessione: alcune fibre del “fil rouge”. Altre le scopriremo insieme durante i due incontri.
Nel 1951 A. Freud pubblicò un articolo su un’esperienza eccezionale – Un esperimento di educazione di gruppo – in cui riporta le sue osservazioni e riflessioni riguardanti sei bambini ebrei tedeschi di età compresa tra i tre e i quattro anni provenienti da Theresienstadt (ove transitarono, prima di essere uccise, Mitzi e Pauli e dove morì un’altra zia, Dolfi) i quali furono ospitati per un anno in una struttura residenziale a partire dal 15 ottobre 1945.
Le osservazioni nate da questa esperienza mettono in luce l’influenza reciproca di alcuni fattori – quali la privazione dell’amore materno e delle soddisfazioni orali, l’instabilità dei rapporti con l’ambiente, ripetuti sradicamenti territoriali, il vivere in un gruppo di coetanei anziché in una famiglia – nel determinare difficoltà emotive e ritardi di alcuni “atteggiamenti dell’Io”. Tuttavia, l’investimento libidico sul gruppo dei pari come alternativa agli usuali investimenti oggettuali propri dell’età consentì loro, secondo A. Freud, di padroneggiare alcune angosce e sviluppare atteggiamenti sociali. Ad ogni buon conto, come “tali anomalie emotive dei primi anni di vita influiscono sulla conformazione della fase edipica, sullo sviluppo del Super-io, sull’adolescenza e sulle possibilità di una vita amorosa adulta normale” ?
Gli eventi che caratterizzano la nostra epoca possono mettere bambini nati e cresciuti nella violenza dettata da guerre e persecuzioni in situazioni in parte simili. Nel nostro ‘mondo globale’ tutto questo ci interroga e ci raggiungerà: la forma in cui questo accadrà può variare e dipenderà, anche, da quanto possiamo trarre dalle esperienze passate. Ecco perché è fondamentale tornare a riflettere sul pensiero di Janus Korczak e di Anna Freud.
Ci aiuteranno in questo compito, durante il primo incontro, i due Invitati.
Gli Invitati
L. Battaglia, già professore ordinario di Filosofia Morale all’università di Genova, insegna Bioetica presso i Dipartimenti di Scienze della Formazione della medesima Università e presso l’università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Attualmente è Presidente dell’Istituto Italiano di Bioetica – che ha fondato nel 1992 – ed è membro del Comitato Nazionale per la Bioetica, organo della Presidenza del Consiglio dei Ministri. È autrice, tra l’altro, di lavori quali: (2004) Bioetica e diritti umani; (2014) L’apporto della pediatria di Janus Korczak alla riflessione bioetica contemporanea e del testo, con F. Manti (2022) Bioetica e biopolitica nell’orizzonte della complessità.
V. Bonaminio, psicoanalista membro ordinario della SPI con funzioni di Training, è stato docente di Psicologia Clinica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia/La Sapienza e docente di Psicopatologia Clinica e Psicoterapia del bambino presso la Scuola di Specializzazione di Neuropsichiatria Infantile/ La Sapienza. È membro fondatore della Società di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Infanzia e dell’Adolescenza ed è stato direttore dell’Istituto Winnicott “Scuola di Specializzazione in Psicoterapia del bambino, dell’adolescente e della coppia”. È condirettore della rivista Richard e Piggle-Studi psicoanalitici del bambino e dell’adolescente e della collana Psicoanalisi Contemporanea nonché Review Editor dell’International Journal of Psychoanalysis. È autore di innumerevoli pubblicazioni, tra cui Un articolo “fantasma” si aggira per l’Europa. Il “no” e gli “stati di negativismo” nella concezione di Anna Freud (2014, Psiche, n. 2).
Il secondo incontro di riflessione
Come lo scorso anno saranno molto gradite riflessioni anche scritte. Preghiamo, chi volesse farlo, di farcele pervenire entro il 20 febbraio scrivendo a ricorrenzediumanita@gmail.com
Suggerimenti bibliografici e filmici
Battaglia L. (2004) Bioetica e diritti umani. In M. AA. La Torre, a cura di, Biologia domani. Napoli, Luciano.
Battaglia L. (2014) L’apporto della pediatria di Janus Korczak alla riflessione bioetica contemporanea. In: Janus Korczak, un’utopia per il tempo presente, a cura di L. Quercioli Mincer e L. Battaglia. Quaderni di Palazzo Serra 24, ISSN: 1970-0571(online).
Braun A.(2024). Recensione del romanzo di Titti Marrone (2022) Se solo il mio cuore fosse di pietra. Reperibile su: https://www.centrovenetodipsicoanalisi.it/se-solo-il-mio-cuore-fosse-di-pietra-recensione/
Freud A., Burlingham D. (1943). Bambini senza famiglia: tesi pro e contro gli asili residenziali. OAF, 1.
Freud A. (1951). Un esperimento di educazione di gruppo. OAF 2.
Freud S. (1929). Il disagio della civiltà, OSF 10.
Korczak J. (1925) Quando ridiventerò bambino. Milano, Luni Editrice, 2018.
(1929) a. Come amare il bambino. Milano, Luni Editrice, 2023.
(1929) b. Il diritto del bambino al rispetto. Milano, Luni Editrice, 2024.
(1958). Diario del ghetto. Milano, Luni Editrice, 2022.
Tallandini M. (2023). War and Children, Anna Freud e Dorothy Burlingham: gli asili di Guerra. Reperibile su: KnotGarden 2023/2 https://www.centrovenetodipsicoanalisi.it/knotgarden-guerra/
Film
Dottor Korczak (1990). Regista: Andrzej Wajda. È reperibile gratuitamente su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=FyqZcX_fA3w&rco=1
Un cordiale saluto
Mariagrazia Capitanio e Silvana Rinaldi
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