Home

CVP Giorgio Sacerdoti

Elenco soci

Area riservata

Mailing list

Notizie

Email

  

  Ultimo aggiornamento




 

Il prof. Agostino Racalbuto è deceduto il 4 marzo 2005. Per ricordarlo abbiamo pensato di mettere qui gli interventi commemorativi letti in suo onore durante la cerimonia funebre dell'Alzabara svoltasi nel Cortile Antico del Palazzo del BO' dell'Università di Padova.

GRAZIE, PROFESSOR RACALBUTO


La perdita è un avvenimento al limite del dicibile, al limite del rappresentabile; eppure la si percepisce, direbbe il Professor Racalbuto. Irrompe, spiazza, lascia inermi. Eppure, è presente.
Noi, siamo presenti, noi e il nostro affetto, veicolo privilegiato a cui lui stesso, nel corso delle sue appassionate lezioni, ci ha introdotto come mezzo indispensabile per un analista.
Ne ricordiamo la semplicità e il candore con cui illuminava i recessi più oscuri dello psichismo umano e ce li restituiva con i suoi gentili modi di ironico ricercatore di poesia.
La sua umanità è viva in noi, come pure è vivo il fervore della conoscenza, acceso dalla creatività del suo “genio del cuore”.
“Nihil humani mihi alienum puto”, questo era solito ripeterci il Professor Racalbuto; questa è la nostra eredità.
Da ora cercheremo di onorarne la memoria impegnandoci più di prima nel tentativo di costruire una professionalità quanto più ispirata dalla sua figura e dalle sue parole, affrontando quello che egli stesso definì “un paradosso nostalgico: insostituibilità e ritrovamento”.
E’ pregnante il nostro desiderio di averlo come interlocutore, ricordando la sua straordinaria capacità di comunicare un senso di psicoanalisi in cui la persona stessa dell’analista possa creare un varco dentro di sé, capace di andare al-dì-là delle parole; all’intimo e originario affetto. In questo momento, infatti, non riusciamo tanto ad esprimere un affetto, quanto ad incarnarlo, a viverlo, avvertendone l’irriducibilità al campo delle parole.
Se stamane siamo qui, è anche per dare un significato alla presenza, per sostenere la verità della perdita, e per accorgerci della sopravvivenza, mai come adesso, del suo contributo, prima che come docente, come personalità dell’essere psicoanalista.
Non è questo, forse, il modo per trasformare un senso di colpa, un desiderio insoddisfatto, la nostalgia di un ritorno, in un debito che faccia rima e si accompagni ad un riconoscimento, per l’umanità che ha lasciato in noi il suo insegnamento?
Grazie Professore.
Perché è di umanità che abbiamo un debito con il Professor Racalbuto.
Come ci ha detto alla fine del Corso, “non vorrei solo lasciarvi qualcosa di psicoanalisi, certo, spero qualcosa che appartenga all’umanità intera e alla vita di ognuno”.
Ci piace ricordarlo con le parole di Gibran, secondo cui “il Maestro non offre il suo sapere, ma piuttosto la sua fede e il suo amore. Se egli è saggio non vi inviterà ad entrare nella dimora del suo sapere, ma vi guiderà piuttosto verso la soglia della vostra propria mente”.
Grazie, allora, Professor Racalbuto, Maestro di umanità, per essere, adesso e per sempre, il nostro principale punto di répere e per averci insegnato che, per certe illustri passioni, non esiste un inizio, non esiste una fine…

I suoi studenti.



[Studenti]  [Costantini]  [La Scala]  [Chianese]  [Arcuri]  [De Carlo]

 


ultimo aggiornamento mercoledì 11 maggio 2005