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Il prof. Agostino Racalbuto è deceduto il 4 marzo 2005. Per ricordarlo abbiamo pensato di mettere qui gli interventi commemorativi letti in suo onore durante la cerimonia funebre dell'Alzabara svoltasi nel Cortile Antico del Palazzo del BO' dell'Università di Padova

 Orazione in memoria di Agostino Racalbuto
Cerimonia dell’Alzabara nel Cortile Antico del Palazzo del Bo, a Padova l’8 marzo 2005.


A nome della Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova e mio personale, desidero porgere il caldo, affettuoso saluto dei Colleghi, Docenti e Tecnici/Amministrativi, degli Studenti, dei Dottorandi e Specializzandi, al Professore – e amico – Agostino Racalbuto. È un commiato breve, perché in molti oggi testimonieranno il loro affetto e il loro rimpianto: il Direttore del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione percorrerà le tappe dell’opera scientifica e umana di Agostino; altri richiameranno il suo impegno professionale e di generosa partecipazione alle difficoltà, e talvolta al dolore, dei suoi assistiti.
Alla Facoltà compete soprattutto ricordare un percorso scientifico-didattico che lo ha posto a contatto di tanti allievi, dapprima con gli insegnamenti tenuti a partire dal 1984 di Psicologia Dinamica e di Dinamica Avanzata, e recentemente, dal 2003, con il corso di Modelli Teorici di Clinica Psicoanalitica dell’Età Evolutiva e dell’Età Adulta per la Laurea Specialistica Clinico-Dinamica. Numerose e di rilievo sono state le sue pubblicazioni, fra cui quattro importanti volumi, punti nodali per meditare sulla vita, sulla libertà, sulla morale, sugli ideali e sul nostro stesso formulare interrogativi.

In tutti questi anni una costante del Prof. Racalbuto è stata la grande competenza e la partecipata attenzione alle persone nell’insegnamento, nel sostegno al progredire scientifico e umano, nell’equilibrio e nel buon gusto nella gestione dei rapporti, nella valutazione dei fatti. Alla Facoltà Agostino ha conferito un patrimonio importante di scienza e di cultura ed un personalissima presenza di discrezione e intelligente benevolenza. Sua caratteristica è sempre stata la ricerca di un senso, di un significato nelle azioni, nei fatti, nelle cose.
In questi giorni abbiamo potuto riscontrare quanto Agostino fosse stimato a livello nazionale e internazionale, anche in virtù del suo importante incarico di Direttore della Rivista di Psicoanalisi. E da ciò è derivato ulteriore prestigio alla nostra Facoltà, da sempre impegnata in un percorso di eccellenza scientifica, intellettuale, sociale. Anche di questo gli siamo grati.

Credo di interpretare gli interrogativi e il dolore di tutti esprimendo il cordoglio e lo stupore per una vita conclusa anzitempo, quando molto era già stato compiuto e molto ancora stava maturando. Con i suoi cari, Giusi e Andrea, cui desidero trasmettere la nostra vicinanza, la nostra commossa partecipazione, il nostro affetto, ci chiediamo il perché di questo grande e prematuro dolore. E non troviamo risposta se non nella percezione – intensa – di quel mistero che accomuna tutti gli uomini intorno alle ragioni della fine della vita, al perché della morte. Mistero grande, sia in termini di trascendenza che d’immanenza, con cui ciascuno di noi è chiamato a confortarsi e a cercare pace, la sua pace e quella di coloro che gli sono compagni di percorso. Caro Agostino, teniamo da conto – e apprezziamole per quanto ne siamo capaci – le cose belle e buone che hai dato a tutti. A tutti auguriamo pace e ristoro.
Sit tibi terra levis, frater, atque in perpetuum ave atque vale.

(Nicola Alberto De Carlo)



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ultimo aggiornamento mercoledì 11 maggio 2005