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LA STORIA DEL CENTRO
 

Il Centro Veneto di Psicoanalisi (C.V.P.) è una sezione locale della Società Psicoanalitica Italiana (S.P.I.), componente dell'International Psychoanalytical Association (I.P.A.) fondata da Freud nel 1910. Ha attualmente sede in Padova in Vicolo dei Conti 14.

Il Centro Veneto di Psicoanalisi è stato costituito nel 1980 da un gruppo di cinque psicoanalisti della Società Psicoanalitica Italiana, soci fondatori, che risiedevano nella zona geografica delle Tre Venezie: Giorgio Sacerdoti e Antonio Alberto Semi a Venezia; Anteo Saraval, veneziano che viveva principalmente a Milano; Savo Spaçal a Trieste; Carla Zennaro a Padova.

 

La fondazione del Centro costituiva il punto di arrivo di una lunga storia della psicoanalisi nel Triveneto. L'influenza della psicoanalisi nella cultura e nella tradizione intellettuale di queste regioni affonda infatti le sue radici agli inizi del Novecento, per merito di un giovane medico triestino, Edoardo Weiss. Egli decise di iniziare una propria formazione psicoanalitica con Paul Federn, frequentando "le riunioni del mercoledì" della Società Psicoanalitica Viennese.

 

Tornato nella natia Trieste dopo la prima guerra mondiale, continuò la corrispondenza con Sigmund Freud, che aveva incontrato per la prima volta nel 1908. A Trieste l'arrivo di Weiss e l'introduzione della psicoanalisi provocò - come si sa - un ciclone culturale. Le opere letterarie di Svevo e l'opera poetica di Saba (che fu per un breve periodo un paziente di Weiss) non possono essere comprese al di fuori di quel clima. Se ne trova una bella testimonianza nel libro di Giorgio Voghera "Gli anni della psicoanalisi" (Ed. Studio Tesi).

 

Tuttavia, nelle nostre regioni più ancora che altrove, la presa del potere da parte del fascismo provocò una discontinuità: nel 1931, infatti, per sottrarsi alla pressione fascista, fattasi troppo pesante nel luogo natio, Weiss decise di trasferirsi a Roma, ove fondò nel 1932 la Rivista di Psicoanalisi. Essa ebbe allora vita breve, perché nel 1934 fu costretta dal regime a chiudere i battenti, per poi riprendere le sue pubblicazioni solo nel 1955.

 

Il periodo romano consentì tuttavia a Weiss di riunire attorno a sé altri psicoanalisti (Cesare Musatti, Nicola Perrotti, Emilio Servadio) i quali divennero dopo la guerra i fondatori della psicoanalisi italiana. Weiss, invece, riuscì ad emigrare negli Stati Uniti nel 1939 e lì si stabilì definitivamente.

Triestino era anche Vittorio Benussi, che si stabilì a Padova proveniente dall'Università di Graz, dove aveva svolto con Meinong delle importanti ricerche sulla percezione e s'era sottoposto ad un trattamento psicoanalitico con il dottor Otto Gross. A Benussi si deve il termine di " Gestaltpsychologie". Egli ebbe grande influenza su Musatti, che divenne poi uno dei capostipiti della psicoanalisi italiana. Cesare Musatti fu infatti suo assistente e fece l'analisi con lui. Alla morte di Benussi, Musatti prese il suo posto all'Università continuandone le ricerche e approfondendo gli studi sulla psicoanalisi. A causa delle leggi razziali, Musatti fu costretto a lasciare l'insegnamento e a rifugiarsi altrove; in seguito si trasferì a Milano dove divenne il più significativo esponente della psicoanalisi italiana.

Ciò che era stato seminato dai pionieri della psicoanalisi nel Veneto in anni travagliati, trovò il modo di risorgere nei decenni successivi. E nuovamente la psicoanalisi si riaffacciò a Padova con la dott. Irene Munari, psicoanalista veneta formatasi a Vienna, allieva all'Università del professor Metelli (che era stato assistente di Musatti). Negli anni settanta ella organizzò incontri scientifici fra

docenti universitari e psicoanalisti, provenienti soprattutto dalla Società Britannica di Psicoanalisi, incontri che introdussero temi nuovi e attirarono l'interesse di molti giovani studiosi.

Negli anni ottanta si concretizzò poi la fondazione del Centro Veneto di Psicoanalisi, del quale Cesare Musatti fu nominato Socio Onorario.

 

L'identità del Centro prende le mosse dal lavoro del Professor Giorgio Sacerdoti, psichiatra e psicoanalista, analizzato da Musatti; a lui, primo psicoanalista con funzioni di training del Veneto, si deve non solo la formazione di molti colleghi operanti oggi nelle Tre Venezie, ma anche la penetrazione della cultura psicoanalitica in ambito psichiatrico e istituzionale in virtù del suo impegno quale Direttore degli Ospedali Psichiatrici di S. Clemente e di San Servolo nonché organizzatore del Centro psicoterapico e dell'Ospedale di giorno di Palazzo Boldù a Venezia.

Attualmente fanno parte del Centro una sessantina di psicoanalisti soci della S.P.I., alcuni dei quali membri anche di altre Società componenti dell'I.P.A. Parecchi di loro, oltre ad esercitare privatamente la professione, lavorano nelle istituzioni pubbliche e insegnano all'Università.

 

Sono stati Presidenti del Centro Veneto di Psicoanalisi: Giorgio Sacerdoti, Anteo Saraval, Carla Zennaro, Antonio Alberto Semi, Alberto Schön, Agostino Racalbuto, Marco La Scala.




LE COMPETENZE DEGLI ANALISTI DEL CENTRO VENETO

 

L'indicazione al trattamento psicoanalitico non è oggi rivolto ai soli disturbi nevrotici, ma può prendere in considerazione, con opportune modifiche della tecnica, anche i disturbi delle cosiddette "patologie gravi" tendendo ad alleviarne il dolore psichico e i problemi relazionali. L'indicazione oggi si allarga anche ad altre forme psicopatologiche come i disturbi psicosomatici, i disturbi del comportamento alimentare, i disturbi sessuali, le sindromi depressive, le sindromi psicosociali, talune sindromi psicotiche.

 

A tale scopo gli analisti approfondiscono i loro strumenti clinici e le loro

riflessioni teoriche, in maniera che l'attività clinica e quella di ricerca teorica non risultino disgiunte. Il metodo psicoanalitico si pone quindi non soltanto come terapia, ma anche come modello di ricerca sulla tipicità e sulle modalità con cui si svolgono e si rendono consapevoli i processi psichici inconsci, ritenendo che siano questi a determinare il nostro comportamento, il nostro modo di pensare e di vivere le relazioni affettive.

 

Le specificità delle indicazioni alla cura riguardano non solo la tipologia

dei sintomi e la particolare struttura psichica della persona che chiede un aiuto psicoanalitico, ma anche problematiche della vita connesse all'età e ad altre caratteristiche delle persone cui l'intervento è diretto (bambini adolescenti, singoli, coppie, gruppi).

 

Per affrontare con adeguati strumenti la delicata funzione analitica di cura

ogni analista si sottopone per la sua abilitazione professionale, ad un rigoroso e impegnativo training di formazione che, in genere, ha una durata non inferiore a dieci anni. Le norme che regolano i passaggi fino al conseguimento dell'identità psicoanalitica e che consentono la tutela deontologica della correttezza professionale sono conformi allo Statuto dell'International Psychoanalytical Association (I.P.A.).

 

Gli ambiti in cui confluiscono e si confrontano gli interessi, lo studio e la ricerca degli psicoanalisti del Centro Veneto, come singoli o in attività di gruppo, sono svariati.

 

Fra i più significativi possiamo ricordare:

 

1) le valenze trasformative e terapeutiche del trattamento analitico individuale, con particolare riferimento agli effetti di novità e di cambiamento che vengono riscontrati nel corso delle cure;

2) la particolare attenzione all'osservazione e alla cura in età evolutiva (bambini e adolescenti), nonché al contributo che lo studio dei processi di sviluppo infantile e adolescenziale può dare anche in relazione al trattamento di pazienti adulti;

3) la focalizzazione sulle modifiche del setting e degli strumenti terapeutici rispetto alle cosiddette patologie borderline, con un'attenzione anche alle implicazioni terapeutiche per le patologie gravi in generale e alle psicosi in particolare;

4) lo studio delle dinamiche familiari e gruppali, specie da parte di chi lavora anche in ambito istituzionale;

5) l'uso di un modello referenziale teorico-clinico psicoanalitico nelle istituzioni preposte alla cura o alla prevenzione del disagio psichico (servizi psichiatrici, di neuropsichiatria infantile, consultori, servizi socio-sanitari, ecc.);

6) l'applicazione delle teorie psicoanalitiche alle varie discipline con cui la psicoanalisi può essere confrontata (letteratura, arte, cinema, musica, ecc.);

7) un confronto dialettico con aree affini e campi del sapere che, direttamente o indirettamente, si occupano del funzionamento psichico (altre discipline psicologiche, neuroscienze, filosofia, sociologia, antropologia, ecc.)




IL CENTRO VENETO DI PSICOANALISI, LA RICERCA,
LA TRASMISSIONE DEL SAPERE


 

Attraverso l'esperienza clinica gli psicoanalisti, con la loro attitudine all'osservazione e alla riflessione, cercano di affinare sempre più il proprio "corpus teorico" e i propri strumenti tecnici che dalla teoria si realizzano nella pratica psicoanalitica e che da questa ricevono nuovi stimoli per ulteriori riflessioni teoriche. Per questo fine ricercano le condizioni per scambiarsi le loro esperienze e le loro opinioni, attivando gruppi di studio e di ricerca, con lo scopo di confrontarsi fra di loro o all'interno di un più ampio scambio interdisciplinare. In tale contesto, c'è una partecipazione dei Soci al dibattito sul disagio psichico, sui disturbi del comportamento in appositi Convegni; c'è anche il loro apporto nelle Istituzioni che alla cura di tali disturbi sono preposte; c'è inoltre il loro contributo scientifico teorico e clinico con la partecipazione al dibattito scientifico più ampio, anche nelle Riviste specializzate. All'interno della Società Psicoanalitica Italiana ne sono una testimonianza le riviste ufficiali, la Rivista di Psicoanalisi e Psiche.

 

L'attività scientifica del Centro si attua tramite incontri seminariali deisoci, gruppi di studio e ricerca su tematiche specifiche, partecipazione all'attività scientifica della S.P.I. e dell'I.P.A.; incontri e scambi con altri Centri della S.P.I e con altre Società dell'I.P.A.

 

Il C.V.P. ospita inoltre nei locali della propria sede una parte delle attività della Sezione Veneto Emiliana dell'Istituto Nazionale di Training della S.P.I., che si occupa della formazione di nuovi psicoanalisti. Attualmente tre soci del Centro sono analisti con funzioni di training.

Il Centro Veneto è inoltre molto attivo nelle iniziative di contatto con gli operatori dei paesi dell'Europa dell'Est interessati alla conoscenza della psicoanalisi.

Seminari ed incontri informali, iniziati una quindicina d'anni fa con psichiatri e psicologi interessati della ex Jugoslavia, sono evoluti in un percorso di formazione svolta da parte di soci, che si recano regolarmente a Zagabria e a Lubiana. Altri soci inoltre collaborano attivamente con la S.P.I. e l'I.P.A. nell'elaborazione di programmi per la formazione di nuovi psicoanalisti in Slovenia e Croazia e negli altri paesi dell'Europa Orientale.

 

La finalità del C.V.P è pertanto quella di promuovere, organizzare e diffondere la teoria, la ricerca, l'aggiornamento e la tutela della psicoanalisi e della professionalità dei suoi soci, nonché di stabilire rapporti scientifici con membri e istituti di altre discipline.

Non secondario, in questo ambito, è inoltre l'apporto che molti psicoanalisti danno nelle strutture pubbliche, operando con un approccio psicoanalitico e contribuendo all'evolversi del progetto terapeutico o di sostegno in relazione ai disturbi psichici sia con psicoterapie individuali e di gruppo sia all'interno di trattamenti integrati.

 

Obiettivo del Centro - e pratica già in corso fra alcuni Soci - è quello di potere fornire consulenza clinica per singoli o per gruppi, orientamenti psicodiagnostici, contributi alla conoscenza e alla formazione per figure professionali nell'assistenza psichiatrica e psicologica, ma anche per operatori che lavorano nel campo dell'età evolutiva (Servizi di Neuropsichiatria infantile, Consultori, scuole, ecc.) o in ambito sociale (animatori, educatori, volontari ecc.).

 

Alcuni analisti del Centro Veneto hanno inoltre incarichi di insegnamento presso le Facoltà di Medicina, di Psicologia e Specializzazioni in materie psicologiche in ambito Universitario.




RESOCONTO STORICO DELL'ATTIVITA' SCIENTIFICO-CULTURALE
DEL CENTRO VENETO


 

Nel 1976 si è tenuto a Venezia il 3º Congresso Nazionale della S.P.I. ("Realtà psichica: mondo interno e mondo esterno"); Venezia è stata anche la sede di alcuni dei Colloqui Psicoanalitici organizzati dal Centro: nel 1987 quello "Sulla seduzione in psicoanalisi", nel 1993 quello "Sulla tolleranza e intolleranza", nel 1996 quello dedicato a "In-differenza, differenza, differimento", infine, nel 2001, quello su "Verità storica e psicoanalisi".
 

Da qualche anno, parte dell'attività scientifica è aperta a studiosi del campo e a persone interessate ad essa, non psicoanalisti. Sono stati tenuti incontri seminariali aperti, rivolti a operatori psichiatrici, psicologi, filosofi, letterati, anche in collaborazione con altre istituzioni. In questi incontri studiosi di altre discipline hanno affiancato come relatori gli analisti.
 

Si ricordano: nel 1997 "Impasse in psicoanalisi e patologie narcisistiche", ancora nel 1997-98 una serie di incontri sul tema "Psicoanalisi oggi - luoghi e forme di incontro", "Il mito intorno a Narciso fra psicoanalisi e filosofia"; nel 1999 "Il piacere offuscato - lutto depressione disperazione in infanzia e in adolescenza"; nel 2000 "La nascita della rappresentazione tra lutto e nostalgia"; nel 2001 "Pedofilia pedofilie", "Psicoanalisi e neuroscienza cognitiva"; nel 2002 "Adolescenza e Trauma", "La coppia necessaria".

Alcune di queste iniziative si sono svolte con la collaborazione dell'Università di Padova (Dipartimento di Psicologia dello sviluppo della socializzazione, Dipartimento di Scienze Neurologiche e Psichiatriche) o del Comune di Padova. Nel 1999 e 2000 la riflessione psicoanalitica è stata rivolta anche al cinema, con proiezioni di film e dibattiti; il tema guida nel ciclo 1999 è stato "Il padre: un affetto e un ruolo da riscoprire", nel 2000 "Le relazioni possibili e impossibili". Si sono tenuti poi sei incontri sul tema "Scrittura e psicoanalisi" (1998 - 2003). Nel 2002/03 si è tenuto un ciclo di otto incontri, aperto agli operatori del settore (psicologi, psichiatri e psicoterapeuti) sul tema "I disturbi dell'identità".

Tra gli incontri che possono essere annoverati fra le iniziative promosse da soci del Centro Veneto di Psicoanalisi ricordiamo i convegni annuali di Lavarone, incontri tra psicoanalisi e campi limitrofi del sapere.

Le iniziative successive al 2003 e promosse dai  soci del Centro Veneto di Psicoanalisi si trovano nella sezione Notizie del sito. 


SERVIZI PER IL PUBBLICO

Informazione telefonica, via Internet, via e-mail.

Vengono fornite informazioni sul metodo psicoanalitico e sulle sue indicazioni,
vengono indicati i nominativi degli psicoanalisti presenti nel Triveneto.
Il sito del Centro Veneto di Psicoanalisi è: www.centrovenetodipsicoanalisi.it



Servizio clinico di consultazione psicoanalitica. Clicca qui

Si propone di fornire una prima opportunità di accoglimento del disagio psichico e delle difficoltà che possono manifestarsi in tutte le fasi della vita. È uno spazio di riflessione che consente attraverso uno o più colloqui la comprensione della particolare esperienza psicologica ed emozionale e che può orientare, quando indicato, verso la forma di cura più idonea (psicoanalisi, psicoterapia psicoanalitica, colloqui clinici di ulteriore approfondimento,  eventuali supporti psichiatrici ecc.).

Adolescenza: particolare attenzione è posta all'età adolescenziale come momento di cambiamento ma anche di crisi individuale e familiare. La consultazione psicoanalitica costituisce un primo approfondimento delle  esigenze degli adolescenti e dei loro genitori che può avere anche una funzione preventiva. Per problemi inerenti l'età infantile il servizio di consultazione può dare indicazioni sui nominativi di psicoanalisti esperti nel trattamento del  bambino. Si può accedere a questi servizi telefonando al numero del Centro Veneto  di Psicoanalisi, in segreteria sarà indicato il nome e il numero telefonico  dello psicoanalista disponibile.



Consulenze istituzionali.
 

Vi sono dei filoni di studio attivati da alcuni anni su argomenti specifici di ricerca in ambito clinico e di psicoanalisi applicata, su questi temi alcuni  soci sono disponibili ad effettuare consulenze o interventi presso  istituzioni: neuropsichiatria infantile, problematiche dell'età evolutiva,  patologie gravi, narcisismo, psicosomatica, ecc.
 


Attività scientifica aperta.
Incontri scientifici ( convegni, seminari) formulati con lo scopo di far conoscere la
psicoanalisi per i suoi aspetti teorici e clinici e di favorire uno scambio interdisciplinare.




A cura di Marco La Scala, Irenea Olivotto, Vlasta Polojaz, Agostino Racalbuto con la collaborazione dell'Esecutivo del CVP e del Gruppo Consultazioni

 

 

 


ultimo aggiornamento sabato 03 gennaio 2009