Articoli

 

Invito al seminario ( valido per ECM )

 

Funzionamenti limite, limiti e potenzialità della cura

 

26 ottobre 2019

 

limite

 

Le trasformazioni culturali e sociali intervenute nel tempo richiedono una riflessione sulle prassi e sui modelli della cura. Come ormai tradizione, il Centro Veneto di Psicoanalisi promuove ogni anno una Giornata di Studio al fine di rinnovare il dialogo fra il sapere psichiatrico e il sapere psicoanalitico. Questa VIII Giornata di Studio propone come Tema di riflessione e confronto i “Funzionamenti al limite” che sottendono quadri clinici eterogenei (disturbi psicosomatici, alimentari, condotte autolesive o suicidarie, dipendenze, ritiro sociale, aspetti melanconici) e presentano livelli di sofferenza diversi nei diversi momenti della malattia e, non di rado, nello stesso tempo, anche buone riuscite in alcuni aspetti della loro vita. Pazienti le cui turbolenze e/o resistenze alla cura spesso mettono a dura prova l’assistenza psichiatrica pubblica e la presa in carico privata, riproponendo, forse inevitabilmente, proprio le stesse dinamiche psichiche che alimentano il disturbo e che richiedono una integrazione tra curanti.

 

Relatori

 

F. Antonielli Romanini, Psichiatra, AULSS 6 Veneto, Padova

M. Baruchelli, Psicologa, AULSS 4 Veneto Orientale, San Donà di Piave (VE)

G. Bonifaci, Psichiatra, AULSS 6, Veneto Padova

C. Chabert, Psicologa, Psicoanalista APF, Parigi

M. La Scala, Psichiatra, Psicoanalista SPI, Padova

M. Pavanini, Psichiatra, AULSS 4 Veneto Orientale, San Donà di Piave (VE)

M. Predieri, Psichiatra, AULSS 4 Veneto Orientale, San Donà di Piave (VE)

 

 

 

 

Premere qui la scheda di iscrizione all'incontro inclusa nella brochure

 

Padova, vicolo dei Conti 14 

 


 

Invito al seminario ( valido per ECM )

 

Il Bambino e l’Analista: quando le parole non bastano

 

Paola Catarci

 

28 settembre 2019

 

CopertinaBambinoAnalista

 

Attraverso la presentazione della terapia di un bambino, la relatrice ci mostra come sia possibile utilizzare l’immediatezza delle sue comunicazioni, accoglierne i contenuti e tradurli in modo tale da inserirli all’interno dello scambio comunicativo bambino-analista. 

 

Lo psicoanalista infantile deve poter assumere la prospettiva del bambino, accompagnarlo nel luogo delle sue paure senza invaderlo, trasformando in gioco le sue interpretazioni. Può così promuovere lo sviluppo della ‘storia’ e non privare il bambino del tempo necessario perché sia lui stesso a partecipare alla comprensione personale di ciò che gli accade. 

 

Tra gli strumenti utili perché questo movimento possa accadere c’è lo sviluppo dei temi figurativi e visivi, più vicini ai processi primari, presenti nel pensiero infantile. 

 

La relatrice ci mostra come, con l’utilizzo degli strumenti figurativi nella relazione analitica, si possa costruire una forma che contiene e rivela l’informe della esperienza affettiva del piccolo paziente con i suoi oggetti primari. 

 

Per costruire un ponte tra sensazione e simbolo è necessaria un’apertura all’immaginario che può favorire inedite e fantasiose corrispondenze tra immagini e parole.

 

Premere qui la scheda di iscrizione all'incontro inclusa nella brochure

 

Padova, vicolo dei Conti 14 

 


 

Invito 

LETTURE PSICOANALITICHE

(a cura di Andrea Braun e Carla Rigoni)

 

Venerdì 20 settembre 2019

Ore 21.15 - 22.30

 

 

Franco D’Alberton

 

 

Bambini in ospedale:

un approccio psicoanalitico

 

 

FrancoAngeli, Milano 2018

 

 

L’autore Franco D’Alberton

ne discute con Chiara Cattelan

 

Letture20set

 

 

“In questo libro si riversa l’esperienza di uno psicoanalista ‘senza divano’ all’interno di un ospedale pediatrico universitario, dove si applicano gli strumenti teorici e clinici della psicoanalisi nelle diverse aree di intervento che sono richieste da una struttura ospedaliera ... Cosa prova un bambino quando va in ospedale? E quando scopre di avere una patologia cronica? ... Il libro esplora questi aspetti e approfondisce il vissuto dei genitori quando la malattia entra prepotentemente nella vita di una famiglia mandando in frantumi abitudini, ritmi, progetti di vita. E, ancora descrive come chi opera in ospedale, in qualsiasi ruolo sanitario, viva il confronto con la malattia e il rapporto con il malato. Soprattutto in malato così speciale, così indifeso come è il bambino.”

 

Premere qui per leggere la recensione sul sito SPI nazionale

 

La partecipazione è gratuita - Padova, vicolo dei Conti 14 

 


 

Consiglio alla lettura 

 

“Bambini in ospedale”

 

di F. D’Alberton

 

Recensione a cura di Chiara Cattelan

 

 

Recensionesette

 

 

Si consiglia, in vista anche dell'incontro del 20 settembre, la lettura della recensione del libro

 “Bambini in ospedale” di F. D’Alberton che potete trovare qui sul sito della SPI.

 

Padova, vicolo dei Conti 14 

 


 

Invito al seminario

 

Lavorare intorno al bianco.

La clinica contemporanea

 

18 maggio 2019

 

 

Copertina Giuffrida

 

 

“Il bianco ci colpisce come un grande silenzio che ci sembra assoluto, come un non suono, molto simile alle pause musicali, che non è morto, ma ricco di potenzialità.”  Lo spirituale nell’arte V.Kandinskij

 

Attraverso la presentazione di casi clinici, la relatrice mostra come la sofferenza psichica si presenti oggi in modo ingannevolmente proteiforme tramite formazioni sintomatiche sfuggenti volte a occultarne la pregnanza e la gravità; sono persone capaci di una riuscita scolastica o professionale anche brillante fino a quando il manifestarsi di un qualche problema nella vita sentimentale e/o sessuale svela e al tempo stesso cela dinamiche identitarie traballanti. “Nuove malattie dell’anima” che, dinanzi a un abbandono o a una frustrazione eccessiva, divengono delle vere e proprie implosioni che l’Io non sa contenere, fronteggiare, e ancora meno elaborare. Emerge allora la disorganizzazione, il vuoto interno, il marasma psichico. Che cosa accade quando l’analista si imbatte con il paziente, e attraverso il paziente, in questo nucleo dell’indifferenziato che A. Green chiama “blanc” - bianco e insieme vuoto di rappresentazione - che si pone come fonte sorgiva dell’esperienza di dolore psichico? A cosa può ricorrere l’analista per fronteggiare questa situazione e coltivare accenni di vita, di libido, di Eros tra tanta pulsione di morte intesa come mancanza di rappresentazione e disinvestimento? 

 

Premere qui per scaricare la copertina e qui la scheda di iscrizione all'incontro inclusa nella brochure

 

Padova, vicolo dei Conti 14 



 

Invito  

Letture Psicoanalitiche

( a cura di Andrea Braun e Carla Rigoni ) 

Venerdì 15 marzo 2019 - Ore 21.15 - 22.30

Andrea Baldassarro

(a cura di)

 

La passione del negativo

 

 

Omaggio al pensiero di André Green

 

FrancoAngeli, Milano 2018

passioennegativo

 

 

Andrea Baldassarro 

 

ne discute con Nelly Cappelli 

 

 

“La scelta di individuare come tema unificante per un omaggio ad André Green quello della “passione del negativo” intende indicare la necessità di confrontarsi con una questione di straordinaria attualità nello scenario geo-politico contemporaneo e con un nodo centrale della teoria e della clinica psicoanalitica contemporanee…... E’ proprio Green infatti a considerare “il negativo” come una questione che, a ben guardare, attraversa tutta l’opera freudiana ed è a fondamento del dispositivo analitico.” 

 

Per approfondire, potete leggere la recensione sul sito dello SPI-WEB, a questo indirizzo.

 

 

Padova, vicolo dei Conti 14 

La partecipazione è gratuita


 

 

Invito  

Letture Psicoanalitiche

( a cura di Andrea Braun e Carla Rigoni ) 

 

Venerdì 22 febbraio 2019 - Ore 21.15 - 22.30

 

Lucia Fattori, Gabriella Vandi

(a cura di)

 

Psicoanalisi e fede: un discorso aperto

 

FrancoAngeli, Milano 2017

 

 

discorsoperfetto201902

 


"..... Il presente lavoro propone una riflessione intorno alle problematiche della fede proprio partendo dalla clinica e dall'ascolto nella stanza di analisi di quello che il paziente ci dice intorno al suo Dio."

 

Padova, vicolo dei Conti 14 

La partecipazione è gratuita

 

 

 


 

Padova,  26 Gennaio 2019

 

Dare parola al corpo

 

Centro Veneto di Psicoanalisi "Giorgio Sacerdoti" 

 

Vicolo dei Conti, 14 - 35122 Padova 

 

DareParolaAlCorpo

 


Il lavoro di Irene Ruggiero prende le mosse da adolescenti e giovani adulti che vivono come se non avessero un corpo, come se il loro Sé coincidesse esclusivamente con il loro Sé psichico. Un corpo non soltanto non integrato, ma attivamente “ripudiato”. Un corpo escluso dalla rappresentazione del Sé, sensorialmente “muto”, che non parla al soggetto che lo abita, ma che tuttavia parla, per così dire, a chi lo guarda con disponibilità a cogliere i segni e i messaggi in esso incarnati. L’analisi di un ragazzo di 21 anni costituisce il terreno per esplorare non solo la natura delle angosce e la dinamica difensiva che ha portato al ripudio del corpo e della sessualità, ma anche per interrogarsi sulle modalità più idonee per affrontare problematiche patologiche che investono il corpo e lo implicano profondamente - proprio mentre ad un altro livello esso viene denegato. La relatrice indaga le complesse dinamiche psichiche sottostanti la configurazione fantasmatica del “corpo ripudiato”, e mostra come il lavoro analitico possa costituire il metodo di elezione per dare parola ad un corpo “muto”, in un percorso verso la rappresentabilità che sfida analista e paziente.. 

 

 

Premere qui per scaricare la scheda di iscrizione all'incontro

 

 


 

Centro Veneto di Psicoanalisi "Giorgio Sacerdoti" 

Vicolo dei Conti, 14 - 35122 Padova 

 

Venerdi 25 gennaio 2019

Ore 21.15 - 22:30

 

Invito

 

LETTURE PSICOANALITICHE 

 

(a cura di Andrea Braun e Carla Rigoni)

 

 

LocandinaLettureRuggiero

 

 

 

Anna Maria Nicolo’, Irene Ruggiero (a cura di)

 

La mente adolescente e il corpo ripudiato

FrancoAngeli, Milano 2016

 

La curatrice Irene Ruggiero ne discute con Caterina Olivotto

  

Il testo raccoglie degli articoli che affrontano varie tematiche inerenti lo sviluppi psico-fisico dell’adolescente: dall’emergenza di un breakdown evolutivo, alla prospettiva neuropsicoanalitica e alla specificità della tecnica in questi casi. “Dell’adolescenza il corpo è protagonista indiscusso : le trasformazioni puberali danno vita a nuove sensazioni, mutano la percezione delle distanze interpersonali, modificando la rappresentazione di sé cimentano l’identità. Questo processo non è un percorso dall’ esito scontato. Il corpo può essere vissuto come persecutorio, nemico, e perciò ripudiato”.

 

La partecipazione è gratuita

 


  

Padova,  10 novembre 2018

 

Intersezioni tra psicoanalisi e psichiatria

 

Centro Veneto di Psicoanalisi "Giorgio Sacerdoti" 

Vicolo dei Conti, 14 - 35122 Padova 

 

Intersezioni tra psicoanalisi e psichiatria

 

 

 

“Il posto del soggetto sta nell’intersezione di forze che, prese insieme, costituiscono un continuo interrogarsi sull’esistenza.”

Bollas C. (1995) Cracking Up. Il lavoro dell’inconscio

   

 

Esiste accordo generale sul fatto che nella clinica dei pazienti gravi sia fondamentale costruire una rete di professionisti che assicuri la sopravvivenza e la messa in sicurezza della cura. Si tratta anzitutto della capacita di lavorare in coppia con reciproco sostegno affettivo di conoscenza e curiosita, in un dialogo che rappresenti il primo incrocio di sguardi e ripristino narrativo, ricontestualizzante, di cui il paziente grave ha estrema necessita per recuperare la complessita e lo spessore della sua dimensione umana e viva. Con l’avvio dell’esperienza di Intersezioni gli obiettivi del gruppo “Psicoanalisi e Psichiatria” hanno inteso concretamente aprire un dialogo fra specialisti nel tentativo di superare pregiudizi e ostilità profonde verso modi di procedere diversi e altri, troppo presto rifiutati perche giudicati “errori”, e di costruire coppie generative e la scena di accoglienza che vorremmo essere in grado di offrire al paziente.

 

 

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Padova,  29 settembre 2018

 

La melanconica terra di nessuno

 

Centro Veneto di Psicoanalisi "Giorgio Sacerdoti" 

Vicolo dei Conti, 14 - 35122 Padova 

Poster-Melanconia

 

 

 

“Perché sei triste, anima mia, e perché mi turbi?”

Salmo di Davide, XLII, 6-12

   

“Terra di nessuno, ombelico della psiche, cripta del silenzio”sono le metafore che Patrizia Cupelloni adotta per indicare quell’area dello psichico in cui si colloca la melanconia, dove l’Io e l’oggetto sono così indifferenziati che stentano a costituirsi come identità separate, dove sembrache l’oggetto manchi, sfumi nell’informe, e si produca una sorta di identificazione con il nulla.
Un luogo che rimanda a una nostalgia di un legame in formazione, un’area affettivizzata condivisa, dove non può formarsi rappresentazione, al più 
“qualcosa si sente”, pur essendo una risorsa generativa di affetti in cerca di parola.

A questo livello è necessario uno “sguardo”, un riconoscimento che faccia da ponte verso l’altro, verso la parola.

La parola è nesso e strappo, unisce e separa, ma prima della parola? Silenzio. 

Eppure senza una disposizione alla melanconia non c’è psichismo. Per questo carattere universale, costitutivo della condizione umana, la melanconia, delicato e doloroso livello dell’organizzazione psichica, è legata al dolore dell’oggetto assente e alla relativa ricerca di senso.

  

 

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Padova,  14 aprile 2018

 

Melanconia, lutto e disperazione

nel bambino e nell’adolescente

 

Centro Veneto di Psicoanalisi "Giorgio Sacerdoti" 

Vicolo dei Conti, 14 - 35122 Padova 

Poster-Melanconia

 

 

......Come il frutto si scioglie nel gustare,

Come in delizia muta la sua assenza

In una bocca ove la forma smuore. ...


( "Il Cimitero Marino" P. Valery )

  

Il lavoro del lutto si svolge all’interno di un limite temporale, tuttavia, in alcuni casi, sembra prolungarsi rendendo difficile differenziare questo processo da uno stato malinconico connotato da autoaccuse e insoddisfazione.

Nella clinica del bambino e dell’adolescente si possono incontrare stati intermedi nei quali prevale l’una o l’altra condizione, così come può risultare difficile distinguere il lamentarsi reiterato dalla vera disperazione. Talvolta il malcontento e l’insoddisfazione possono assomigliare a un comportamento ‘additivo e /o profondamente perverso ’, simile a quello che Betty Joseph ha chiamato ‘attaccamento a una condizione di quasi morte’.

Come può un paziente essere aiutato a fermare ‘ il lamento ’ e a ritornare alla vita?

Partendo dal vertice della teoria degli oggetti interni, ma avendo ben presente quanto anticipato da Freud in ‘Lutto e Melanconia’, Anne Alvarez si interroga sugli strumenti, a disposizione del l’analista, per aiutare il paziente a interrompere questa reiterazione, permettendo il cicatrizzarsi di quella ferita aperta che: ‘ Attira su di sé da tutte le parti energie di investimento’ (Freud 1915). A partire dal lavoro di S. Freud, di M. Klein, di K. Abraham, Anne Alvarez cerca di tracciare un filo rosso che può aiutarci oggi, più facilmente di allora, a trovare una risposta.

  

 

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